COME LA PIU' BELLA DONNA

Io, amici miei,   questo aeroplano l'ho amato come la più bella donna; l'ho amato fin da quando l'ho visto volare al giuramento del mio corso, il Falco 3°, era   il 1967.
Ho continuato ad amarlo fino al giorno del mio ultimo volo, quando da soli siamo andati in  giro a fare capriole fino al fuel low-level.
Quel giorno gli ho anche parlato, potete anche non crederci ma sono convinto che mi abbia risposto.
Sarà  anche per questo che da quel giorno non sono salito mai più su un aeroplano, nemmeno quelli delle giostre.
E son passati 16 anni, ma quando qualche volta lo sento lo riconosco dal rumore e se lo vedo mi viene ancora un tuffo al cuore.
Non ho cose grosse da raccontarvi, qualche emergenza, anche seria, ma niente di più. Insieme ce la siamo goduta per più di 13 anni, siamo andati in giro per tutta l'Europa, abbiamo  sparato e fatto acrobazia, volato in  formazione (una volta eravamo in 18), insomma     davvero una bella vita.
Come dicevo l'ho amato come la più bella donna, ma come la più bella donna non gli ho mai dato tutta la mia fiducia, non mi sono mai abbandonato del tutto a lui, mi sono sempre lasciato un margine, non ho mai cominciato  un looping a 500 feet nè ho mai girato un tonneaux sull'asse a 100 feet.  Mi sa che lui l'ha capito che tipo ero e per questo non mi ha mai fatto brutti scherzi, adrenalina tanta, ma niente di più.
L'ho amato e lui mi ha ripagato con delle sensazioni che vorrei ogni pilota avesse provato, certo vi ricorderete com'era elegante in aria, la tagliava come il burro; una volta sono andato al poligono di Maniago in coppia con un Jaguar inglese, c'era un pò di turbolenza in aria, io al 93% filavo liscio come l'olio, flaps up a 420 nodi, lui a tutto motore arrancava e saltava come un capretto. Quando ho accennato ad una sfogatina son sicuro di aver visto le lacrime del pilota inglese che poi, chissa perchè, a terra bestemmiava contro il suo aeroplano.
I piloti di oggi forse sono più fortunati di noi, con tutta quell'elettronica a bordo, volano by-wire ed hanno velivoli con prestazioni di manovra che io non mi sono mai nemmeno sognato, li possono strattonare, se li mettono in testa  e li rovesciano come  un giocattolo. Io non lo potevo strattonare perchè¨ mi beccavo una serie di kicker nei   denti, in un certo senso o facevi come voleva lui o non facevi per niente, ma quando l'avevi capito, se lo assecondavi allora ti ripagava e sentivi  che eri tu a volare e non lui.
Allora e solo allora te ne innamoravi, proprio come della più bella donna, e come con la più bella donna quando l'ho lasciato ho pianto.
(tratto da un racconto di Mario Motta scritto nel 2000 per gli amici dello Starfighter Italian Site)